24/07/20

IL CORRIERE DEL CAD - Racconti

  RACCONTI

Quando una passione diventa uno stile di vita

La passione nasce dalla curiosità e dall’interesse verso un qualcosa che ci permette di conoscere piu’ a fondo noi stessi. È un qualcosa di estremamente personale e autentico, che ci consente di provare un senso di soddisfazione personale tale da renderci piu’ sicuri, piu’ forti, spesso meno vulnerabili; proprio perché con essa riusciamo a riconoscerci, ad esprimerci, ad individuare i nostri punti deboli e di forza e a migliorare noi stessi. Ognuno di noi ha una passione, e chi pensa di non averla in realtà  ce l’ha ma non ha ancora trovato lo stimolo giusto per riconoscerla. A volte la si trova per caso, come è successo a me. Spesso si pensa che i bambini, oltre alla scuola, debbano avere un’attività al di fuori del contesto scolastico e familiare, per questa ragione spesso è lo sport l’attività tanto ricercata. Ma quando sei così giovane, non è semplice capire cosa ti piace veramente, un po’ come quando finite le scuole medie devi scegliere che percorso intraprendere per il tuo futuro; è una decisione difficile. Per capire cosa ti piace veramente devi poter fare esperienza, devi poter capire se sei davvero portato per quella cosa, devi capire se quella professione, quell’attività o quell’hobby è ciò che ti rende davvero felice e appagato; e per fare questo bisogna avere il coraggio di buttarsi. Provando diverse attività individuali, sportive e non, ho capito che c’era qualcosa che non faceva per me, c’era qualcosa che mi mancava e che ogni volta mi faceva mollare tutto. 

Solo con il tempo ho capito che ciò che mi mancava di più era il sentimento di appartenere ad un gruppo, ad una squadra dove poter condividere un unico obiettivo; dove ognuno è parte del sistema stesso e non è indispensabile, ma utile agli altri e in primo luogo a se stesso. C ‘è uno sport dove la palla bisogna passarla, non per altruismo ma per regolamento. C’è uno sport dove il campione, anche quello più forte al mondo, da solo non serve a niente. C’è uno sport dove la squadra è il valore assoluto, dove solo la squadra ti permette di realizzare o meno i tuoi sogni. E’ uno sport dove si è costretti a muoversi in uno spazio ristretto, all’interno del quale trovarti nella posizione giusta o sbagliata vuol dire vincere o perdere una partita, un campionato, un torneo, una medaglia… E’ uno sport dove segni dei punti e li subisci in pochi secondi e la partita è una scarica di adrenalina continua, dal primo all’ultimo secondo. 

Questo sport è la pallavolo, ed è la mia più grande passione. Questa passione è diventata per me, dopo 15 anni, uno stile di vita. In partita “NON SI MOLLA MAI”, questa è la prima regola; la seconda regola dice che non esistono alibi, darci e dare spiegazione del perché non si possono fare le cose non ci permette di migliorare noi stessi e non ci permette di capire dove stiamo sbagliando. Di solito pensiamo che le difficoltà ci impediscono di fare quello che vogliamo, ma allo stesso modo ci permettono di essere creativi, di provare cose nuove, di cercare di utilizzare tutte le nostre risorse che di solito sono più di quello che crediamo. Quando ci misuriamo con gli avversari: vinciamo, perdiamo, ci mettono in difficoltà, ma in realtà sono loro che ci dicono dove possiamo migliorare ancora, per poterli così battere. La terza regola è che l’errore è parte dell’apprendimento. Viviamo in una società che spesso ci parla solo del successo, ma personalmente ritengo sia solo una grande menzogna, non è sufficiente che vengano le cose facili, è necessario avere la capacità di imparare. L’errore è parte dell’apprendimento, non si può imparare senza sbagliare. Vittoria e sconfitta sono due facce della stessa medaglia: Julio Velasco, grandissimo allenatore argentino di pallavolo, riteneva che la mentalità vincente la si costruisce vincendo. È necessario cominciare a vincere contro noi stessi, contro i nostri difetti e i nostri limiti, solo così potremmo diventare vincenti. 

Il valore che questa passione ha per me non lo posso quantificare: perché le esperienze, i valori, le persone che ho incontrato e gli insegnamenti che mi ha dato valgono più dello sforzo, degli ostacoli e delle difficoltà che ho incontrato in questo percorso. Un percorso non solo sportivo ma soprattutto personale, proprio perché sono esperienze che una volta giunte al termine, ti permettono di prendere coscienza rispetto alla persona che eri prima di aver iniziato tutto.  

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