26/03/12

Bilancio

Vita
salvaguardia
beni materiali
essere portato via
per chi? per cosa?
dolore

Passato
Frustrazioni
Indulgere emozioni
ora risultato cause
Di chi la colpa?
sopportazione

Aiuto
Chiedere
A chi
Amici o soci
Chi può farlo meglio
aiuto

Futuro
futuro
Sognare domani
Risultato costruito ieri
Bene felicità e fiero
finalmente

Stefano
febbraio 2012

25/02/12

mostri, fantasmi, creature meravigliose?




















I boschi sono da sempre popolati dalle figure fantastiche che abitano anche i nostri sogni e i nostri incubi. Spesso frutto di meccanismi projettivi prodotti dai nostri desideri e dalle nostre paure, non raramente trovano spunto concreto nelle forme casuali prodotte dalla natura; in particolare: dalle conformazioni di tronchi, rami e radici degli alberi. Ancor più frequentemente nei boschi antichi. Sovente propongono corpi o maschere che poco hanno a che vedere col carnevale e molto, invece, con la vita effettiva e mentale.
Da qualche settimana e per qualche settimana ancora abitano anche la nostra vetrina dedicata in via Petrini, che vi invitiamo a visitare.
Il curatore
Lugano, 25 febbraio 2012

06/02/12

Bere

bere?
un bicchiere?
due o tre?
ancora quattro, cinque, sei?
fregato!



Nota redazionale: tecnicamente, questa poesia è detta "piccolo 11". È strutturata secondo precise regole poetiche. Il suo carattere estremamente sintetico favorisce la focalizzazione sul contenuto/messaggio che risulta così molto più pregnante.

10/01/12

Esposizione Presepiale















Prosegue ancora per qualche giorno l'esposizione presepiale realizzata per lo scorso Natale presso la vetrina dedicata in via Petrini.
Si tratta di realizzazioni di ospiti del Centro residenziale per alcolisti INGRADO di Cagiallo come anche di oggetti da collezioi private realizzati con materiali e tecniche vari.
Il tutto proposto per un momento di riflessione sui Valori e, come sempre, anche per uno stimolo alla creatività espressiva.








... con gli auguri di un Natale che duri tutto il 2012.
RB

13/09/11

Il ciclo della vergogna - Un pericolo preannunciato


L’etilista rimane, sempre e comunque, inserito in un contesto familiare. Questo contesto può essere formato da due differenti nuclei: uno vede la presenza di figli e consorte, l’altro vede la presenza di un sistema genitoriale.
In entrambi i casi, quando subentra il “ciclo della vergona”, i familiari tendono a isolare il membro alcolista questo sia rispetto all’esterno che ri-spetto al nucleo familiare avendo di conseguenza la riduzione delle occasioni di socializzazione amicali e parentali.
Meccanica che ritroviamo nella fase avanzata dei problemi derivanti dalla dipendenza alcolica da parte del membro della famiglia in questione.
L’isolamento, derivato dalla presa di coscienza delle oramai evidenti problematiche derivanti dall’etilismo, può portare facilmente anche a un auto-isolamento da parte dell’alcolista stesso.
Principalmente, si cade in uno stato d’animo composto dalla vergogna e da altre situazioni psichiche demotivanti.
Questo è il momento dove l’alcolista può decidere di reagire e contrastare con forza quanto venutosi a creare attorno a lui.
In caso contrario, aumenterà l’auto-isolamento proporzionalmente alla vergogna, incentrando la proprio energia vitale - oramai azzerata - nell’assuzione di bevande alcoliche.
Per uscire da questo ciclo fortemente vizioso, che è la vergogna, è importante che l’etilista riconosca di avere bisogno di aiuto e che sappia cercarlo anche all’interno della famiglia, rendendo i membri partecipi di questa volontà di riabilitarsi.
Molti sono i casi che, a questo punto della dipendenza, pur riconoscendo il bisogno di aiuto e pur avendo la volontà di uscirne, perdono quasi definitivamente le relazioni familiari e parentali.

Alfio Scala

19/07/11

Esposizione


Ecco un "assaggio" dell'esposizione già segnalata.

27/06/11

SEGNALAZIONE

Esposizione artistica outsider art in via Petrini 1, a Lugano

Il progetto artistico è partito in sordina con una partecipazione a un’esposizione privata a Lugano, con opere realizzate in collaborazione tra il Centro residenziale di Cagiallo e il CAD di Viganello. Da gennaio, la Direzione di INGRADO ci ha messo a disposizione una vetrina per poter proseguire l’avventura artistica, all’insegna dell’outsider art.
Abbiamo iniziato con un’esposizione mista, per poi esporre dei fumetti, quindi una vetrina pasquale ricca di colori ed elaborazioni di vario genere (collage, vetrate, ecc.), in parte, appositamente elaborate tematicamente. In seguito, un’esposizione primaverile di vetrate.
L’esposizione attuale è organizzata all’insegna della valorizzazione e della rivalutazione. Le opere sono quindi realizzate con materiale di recupero di vario genere ma sempre con prodotti naturali, assemblati e composti per delle produzioni di pittura materica e organica. La proposta espositiva intende stimolare la sensibilità dei fruitori, come anche degli artisti esposti che, solitamente, realizzano le loro opere nell’ottica di un laboratorio esperienziale. Nella selezione, vengono quindi favorite quelle opere che hanno un contenuto espressivo e/o che rappresentano il frutto di un lavoro di elaborazione dei propri vissuti e delle proprie esperienze.
Roberto Ballerini
27 giugno 2011

15/06/11

GRAZIE

Cari tutti,
siamo ormai giunti al termine del nostro percorso qui con voi, Miguel come servizio civile e Claudia come stage SUPSI.
Vi lasciamo un messaggio per ringraziare ognuno di voi di tutto ciò che ci avete trasmesso e che sicuramente porteremo nel cuore per sempre!
Vi auguriamo una continuazione serena e felice e che almeno qualche vostro sogno possa avverarsi!
Un grazie a tutti... utenti, operatori, infermieri e tutti quelli dei "piani alti" per aver reso questo nostro percorso interessante e assai piacevole!
Un abbraccio a tutti!
Claudia & Miguel

01/06/11

Grigliata riuscita perfettamente :-)




time? wow! Gnam!

Cad e vita sociale

CAD E VITA SOCIALE


( Messaggio personale al popolo del C.a.d.)

Per chi abitualmente frequenta sembrerà abbastanza normale passare di qui tutti i giorni o più saltuariamente e constatare quante e quali altre persone ronzano intorno e collaborano alla vita sociale di tutti noi. Un certo scollamento con gli uffici sul rialzo fa sì che il CAD viva ancor più di luce propria. Per raggiungere momenti nei quali il pullulare di gente si fa sempre più intenso. È lì che si realizza concretamente la possibilità di fare una chiacchiera, magari improvvisata ma che come un toccasana ti ripaga del viaggio che hai fatto per arrivare in loco. Chi pratica l’andirivieni, cioè andare e tornare più volte al giorno, non fa altro che ribadire questo posto come suo riferimento e baricentro per la giornata. Nominare ed accettare questo punto di riferimento con tutte le sue regole di quieto vivere da non infrangere, trovo, faccia altro che del bene per chi oltretutto, ha un’altra propensione. Non si tratta infatti esclusivamente di un luogo fisico ma di un momento per tirare le fila del proprio stare al mondo e per sentirsi socialmente utili. Questo sia per gli operatori che per gli utenti perché fruisce dei vantaggi e dell’arricchimento personale anche chi ci lavora. Abbiamo visto passare nel corso degli anni, decine fra studenti e ragazzi che han scelto di svolgere qui il loro servizio civile anziché impugnare le armi per quattro mesi .
Oggi un saluto particolare va a Dino, la cui presenza presso il Cad sta volgendo al termine. Persino i padri fondatori passano oltre! La forza del Cad è soprattutto questa cioè quando la sua ragione va oltre i singoli casi ed afferma così la funzione e le sue idee. Son sicuro che molto si porterà dietro, di quel tantissimo che ci ha lasciato.
Ciao caro Dino , sei tutti noi!
A questo punto mi sento come un frequentatore di vecchia data. Arriverà anche per me il momento di mollare la frequentazione ?
Speriamo di no! Proprio adesso che abbiamo rispolverato il blog . . . No, non è ancora giunto il momento, tranquillizzo tutti che dovranno sopportarmi a tempo indeterminato. Fra chi invece dovremo salutare tra poco, ci sono pure Claudia e Miguel, due persone squisite e grandissimi lavoratori.
Ciao ;-)
Attilio

poesia

DONNA

Il colore del mare,
Il colore dei miei pensieri.
Il vento soffia piano
La notte scende silenziosa.
Ascolto il fragore delle onde sugli scogli lontani.
Le mani sulla pelle,
lo sguardo oltre quell’orizzonte
a cercare qualcosa che non so.
Ti sento donna, ti sento e non ti vedo.
Forse è questo che rende triste il mio cuore,
sono forse i tuoi occhi che vorrei
o i tuoi lunghi capelli neri.
Una lacrima mi bagna la guancia,
scende lungo il viso e si ferma ad ascoltare il battito lento del mio cuore
ed il respiro sommesso dell’anima.
I pensieri si tingono di un nuovo colore,
lo sguardo cade sul cuscino
all’interno di questa camera.
Qui si ferma il sogno di una spiaggia lontana
Ma non posso fermare il pensiero di te.

TIZIANO Lugano, luglio ’87