26/01/09

Una parte... della mia storia

di PH.

Sono svizzerotedesco, di origine germanica. Ma già i miei genitori erano nati e cresciuti qui in Svizzera, vicino a San-Gallo. Il passaporto rossocrociato per me non ha mai avuto un grande significato, perché in fondo non ho fatto niente per ottenerlo. È stato così e basta. Ma, indubbiamente, siamo fortunati tutti noi che abbiamo questo pezzo di carta che decide se uno è ricco o povero: e di questo ne sono grato.

Sono venuto in Ticino nell'ottobre 2006 con la mia ragazza. Volevamo fare una terapia, una terapia di disintossicazione, come l'ha fatto probabilmente la maggior parte di voi che frequentate il CAD. La mia ragazza e io, ci siamo conosciuti ed amati da più di tre anni, eravamo sicurissimi di voler fare questa terapia insieme, eravamo convinti che la nostra storia fosse più forte di tutte le droghe e dell'alcol. E dopo aver sopportato cinque mesi in clinica per la disintossicazione, sembrava che non esistesse niente di più forte del nostro amore.

In principio era così, potevamo parlare di tutti i nostri problemi, abbiamo diviso la stessa stanza, stavamo insieme 24 ore su 24. Solo durante i turni di lavoro eravamo separati, e in tutto questo periodo eravamo sobri, non abbiamo toccato droga, eravamo a digiuno per la prima volta da molti anni. Fuori, prima della clinica, eravamo più o meno sempre sotto gli effetti della eroina, delle benzodiazepine o dell'alcol e ogni tanto anche della cocaina. Insomma, i problemi e le tensioni tra noi aumentavano, nonostante, senza dubbio, ci amavassimo. Ma vivere come coppia in un gruppo misto, nel quale tutti erano problematici, non era semplice, ventiquattro ore al giorno, sette giorni la settimana, era decisamente troppo! Sfruttavamo ogni occasione per consumare delle pastiglie proibite o per bere troppo alcol nonostante noi si sapesse che c'era sempre il rischio di perdere il posto in clinica. Dopo circa due mesi volevo andare ad abitare in una stanza separata e ci siamo messi d'accordo per passare i weekend noi due soli soli. Ma non serviva quasi a niente. La forza d'attrazione tra di noi era così forte, che lei mi mancava dopo un appena un giorno e anche per lei era lo stesso. Avevamo gli stessi problemi psichici, un senso dell'umorismo simile, potevamo parlare di tutto, e anche il sesso era più bello che mai, perché eravamo quasi sempre sobri e per me era la più bella e più interessante ragazza che mai abbia visto. Ma, purtroppo, la forza dell'alcol e delle pastiglie era più forte di noi due. Almeno eravamo abbastanza furbi da non farci scoprire da nessuno. Ma sapevo che in questo modo non avremmo avuto un futuro insieme. Per questo non si deve fare una terapia in coppia, non ha senso per nulla! E per me era chiaro che questo periodo di terapia doveva essere l'ultimo, ne avevo già fatti due ed ero stato cinque volte in clinica, ogni volta per un paio di mesi. Non lo volevo più. Dicevo a me stesso: se non ce la faccio questa volta, non ce lo farò mai.
Mi sono deciso a separarmi da lei, contro i miei sentimenti. Ho sofferto tanto, e lei forse ancora di più. Però, dopo un paio di settimane, la nostra relazione era ancora più bella di prima. Eravamo liberi, malgrado che fossimo così vicini abbiamo passato molto tempo insieme, facevamo tutto ciò che ci piaceva e parlavamo dei nostri problemi ma anche delle cose belle. Ci siamo capiti benissimo, pensavo io, ma forse mi sbagliavo.

Tre mesi dopo la "separazione", il giorno del compleanno di mia Mamma, la mia ex- ragazza, la mia amica migliore, è morta. Morta a causa di un incidente. Un incidente che si chiama "overdose".
Era andata per un weekend a San-Gallo, e come sempre mi ha chiamato prima di arrivare a San-Gallo, la città in cui avevamo vissuto insieme dall'estate 2003, un giorno nel mio appartamento in centro città, e un giorno nell'appartamento di lei, un po' fuori, in campagna. Quando l'ho sentita al telefono era già abbastanza ubriaca. Mi diceva, promettendolo, che non voleva consumare niente. Aveva un appuntamento con una sua amica e voleva andare a dormire a casa dei suoi genitori. Ma io conoscevo benissimo la mia ex-ragazza e amica migliore. Quando ha bevuto troppo, poteva capitare qualsiasi brutta cosa. Ero molto preoccupato per lei, e quindi, circa un'ora dopo, ho provato a raggiungerla al telefono. Non rispondeva. Ho provato ancora per tre, quattro volte e quella notte non ho dormito. Il mattino dopo ho provato ancora. Non rispondeva. Ho chiamato i suoi genitori. Sua sorella mi ha detto che era morta la sera precedente, in un gabinetto ben frequentato dai drogati. In un gabinetto dove abbiamo spesso abbiamo consumato droga insieme. Non aveva nnemmeno ventiquattro anni.
Nei mesi successivi vivevo come in "trance", sotto shock, nel tentativo di non pensare, di non sentire potevo solo lavorare ed allenarmi. E prendevo spesso delle benzo, sottoforma di temesta, o almeno stilnox, qualcosa di simile alle benzo. Non sono sicuro, se sarei sopravvissuto in questo periodo senza le pastiglie che ti modificano i sentimenti e ti danno la illusione che tutto sia a posto. Era già quasi inverno, quando ho smesso di prendere le pastiglie in maniera regolare, ora soprrattutto bevevo troppo. Mi sentivo solo, malgrado mi fossi rimesso in terapia, solo l'operatore che stava facendo l'apprendistato, si interessava di me, ma purtroppo era spesso fuori casa, a scuola. Col capo non parlavo quasi mai e le cose non andavano per niente bene. Litigavo sempre di più col mio capo, non avevo più rispetto per nulla e facevo quasi tutto quello che volevo. All'inizio di marzo ho lasciato la casa e sono venuto a Lugano. Qui già conoscevo qualche amico del club, dove ancora oggi mi alleno. Ma non avevo né un lavoro, né un appartamento. Ho vissuto col minimo dei soldi, dormivo soprattutto al dormitorio e nelle prime settimane bevevo decisamente troppo e prendevo anche altre cose, ma solo ogni tanto. Già così era difficile, ero sempre in pericolo di caderci di nuovo.

Il CAD e Ingrado, erano per me come un porto, dove potevo toccare e conoscere nuova gente interessante e migliorare il mio italiano, parlando con tutti, ascoltando i discorsi e aiutando ogni tanto in cucina. Nel frattempo ho trovato un piccolo appartamento, ma ho dovuto avere molta pazienza e un po' di disciplina. Cercavo casa da quasi sei mesi, ma a causa dei debiti che ancora ho, è stato molto difficile, ma non mi sono mai rassegnavo. L'Operatrice di Prossimità mi ha aiutato con la sua macchina per il trasloco. Inoltre ho avuto la fortuna che il mio allenatore, che sa bene dei miei gravi problemi, ha sempre creduto in me e non mi ha piantato in asso mai, motivandomi a venire in palestra. Anche per questo, per l'allenamento regolare, ci vuole pazienza e disciplina, ma penso che senza l'allenamento e senza il colloquio settimanale con lo psicoterapeuta con parlo in tedesco e di cui mi fido e mi aiuta ancora molto, non ce l'avrei mai fatta. Capita ancora che a volte prendo delle pastiglie, e anche che bevo troppo. La cocaina non la prenderò mai più, e la eroina non l'ho toccato da lungo tempo. La roba qua è di qualità miserabile e costa il doppio in confronto alla svizzera-interna. Questo è per me un vantaggio, così non mi passa nemmeno per la testa di comperare qualcosa. Per chi invece ha bisogno della roba, questo è un disastro. Mi preoccupa soprattutto l'UDC che è ancora contro la liberalizzazione della canapa. Non capisco a che cosa stanno pensando loro che proibiscono l'erba, mentre l'alcol uccide la gente in modo legale. Può darsi che abbiano da guadagnarci da questo commercio? Questo me lo chiedo già da tempo.

Ma perché scrivo tutto questo? Perché vorrei trasmettere le mie esperienze, ognuno poi deciderà se approfittarne o no.
Per me è chiaro che aspetti quali la disciplina, l'imparare sempre nuove cose, lo sport e conoscere nuovi amici fuori della scena, è molto importante. L'indipendenza e la libertà non si raggiunge quando le droghe e l'alcol, dominano la vita quotidiana. E il fatto che la politica concernente le droghe sia ancora veramente un disastro, non dovrebbe giustificare o scusare una dipendenza, al contrario! Perché proprio questo da loro il potere. Solo gli indipendenti e forti troveranno ascolto. Purtroppo è così, per la maggior parte della nostra ricca, povera società. E inoltre, sentirsi bene e forti, coscienti di sé ed essere pronti per le sfide della vita, è un sentimento benissimo!

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