19/02/09

Il ragù del CAD

Vi sottoponiamo una ricetta testata, con ottimi risultati, nella nostra cucina...

Ragù alla bolognese del CAD
Ricetta per 30 persone

Ingredienti:
- 4 kg di carne macinata
- sedano, carote, cipolle e aglio tritati con il robot (in massa circa la metà rispetto alla carne)
- olio d'oliva
- 4 kg di pasta corta
- sale, pepe, noce moscata, alloro e basilico

Soffriggere carne e vedure insieme in una grossa pentola con olio di oliva.
Aggiungere pomodori triturati o salsa, a seconda di quello che si ha a disposizione, fino a coprire il tutto.Insaporire con alloro, basilico, sale, pepe e noce moscata. Se non ce l'avete non è indispensabile. Far cuocere a fuoco basso il più a lungo possibile. Curare la cottura.

Origini:
Questa ricetta l'ho imparata in Italia, a Torino, quarant'anni fa. Non mi ricordo chi me l'ha insegnata ma mi è subito piaciuta!

26/01/09

Una parte... della mia storia

di PH.

Sono svizzerotedesco, di origine germanica. Ma già i miei genitori erano nati e cresciuti qui in Svizzera, vicino a San-Gallo. Il passaporto rossocrociato per me non ha mai avuto un grande significato, perché in fondo non ho fatto niente per ottenerlo. È stato così e basta. Ma, indubbiamente, siamo fortunati tutti noi che abbiamo questo pezzo di carta che decide se uno è ricco o povero: e di questo ne sono grato.

Sono venuto in Ticino nell'ottobre 2006 con la mia ragazza. Volevamo fare una terapia, una terapia di disintossicazione, come l'ha fatto probabilmente la maggior parte di voi che frequentate il CAD. La mia ragazza e io, ci siamo conosciuti ed amati da più di tre anni, eravamo sicurissimi di voler fare questa terapia insieme, eravamo convinti che la nostra storia fosse più forte di tutte le droghe e dell'alcol. E dopo aver sopportato cinque mesi in clinica per la disintossicazione, sembrava che non esistesse niente di più forte del nostro amore.

In principio era così, potevamo parlare di tutti i nostri problemi, abbiamo diviso la stessa stanza, stavamo insieme 24 ore su 24. Solo durante i turni di lavoro eravamo separati, e in tutto questo periodo eravamo sobri, non abbiamo toccato droga, eravamo a digiuno per la prima volta da molti anni. Fuori, prima della clinica, eravamo più o meno sempre sotto gli effetti della eroina, delle benzodiazepine o dell'alcol e ogni tanto anche della cocaina. Insomma, i problemi e le tensioni tra noi aumentavano, nonostante, senza dubbio, ci amavassimo. Ma vivere come coppia in un gruppo misto, nel quale tutti erano problematici, non era semplice, ventiquattro ore al giorno, sette giorni la settimana, era decisamente troppo! Sfruttavamo ogni occasione per consumare delle pastiglie proibite o per bere troppo alcol nonostante noi si sapesse che c'era sempre il rischio di perdere il posto in clinica. Dopo circa due mesi volevo andare ad abitare in una stanza separata e ci siamo messi d'accordo per passare i weekend noi due soli soli. Ma non serviva quasi a niente. La forza d'attrazione tra di noi era così forte, che lei mi mancava dopo un appena un giorno e anche per lei era lo stesso. Avevamo gli stessi problemi psichici, un senso dell'umorismo simile, potevamo parlare di tutto, e anche il sesso era più bello che mai, perché eravamo quasi sempre sobri e per me era la più bella e più interessante ragazza che mai abbia visto. Ma, purtroppo, la forza dell'alcol e delle pastiglie era più forte di noi due. Almeno eravamo abbastanza furbi da non farci scoprire da nessuno. Ma sapevo che in questo modo non avremmo avuto un futuro insieme. Per questo non si deve fare una terapia in coppia, non ha senso per nulla! E per me era chiaro che questo periodo di terapia doveva essere l'ultimo, ne avevo già fatti due ed ero stato cinque volte in clinica, ogni volta per un paio di mesi. Non lo volevo più. Dicevo a me stesso: se non ce la faccio questa volta, non ce lo farò mai.
Mi sono deciso a separarmi da lei, contro i miei sentimenti. Ho sofferto tanto, e lei forse ancora di più. Però, dopo un paio di settimane, la nostra relazione era ancora più bella di prima. Eravamo liberi, malgrado che fossimo così vicini abbiamo passato molto tempo insieme, facevamo tutto ciò che ci piaceva e parlavamo dei nostri problemi ma anche delle cose belle. Ci siamo capiti benissimo, pensavo io, ma forse mi sbagliavo.

Tre mesi dopo la "separazione", il giorno del compleanno di mia Mamma, la mia ex- ragazza, la mia amica migliore, è morta. Morta a causa di un incidente. Un incidente che si chiama "overdose".
Era andata per un weekend a San-Gallo, e come sempre mi ha chiamato prima di arrivare a San-Gallo, la città in cui avevamo vissuto insieme dall'estate 2003, un giorno nel mio appartamento in centro città, e un giorno nell'appartamento di lei, un po' fuori, in campagna. Quando l'ho sentita al telefono era già abbastanza ubriaca. Mi diceva, promettendolo, che non voleva consumare niente. Aveva un appuntamento con una sua amica e voleva andare a dormire a casa dei suoi genitori. Ma io conoscevo benissimo la mia ex-ragazza e amica migliore. Quando ha bevuto troppo, poteva capitare qualsiasi brutta cosa. Ero molto preoccupato per lei, e quindi, circa un'ora dopo, ho provato a raggiungerla al telefono. Non rispondeva. Ho provato ancora per tre, quattro volte e quella notte non ho dormito. Il mattino dopo ho provato ancora. Non rispondeva. Ho chiamato i suoi genitori. Sua sorella mi ha detto che era morta la sera precedente, in un gabinetto ben frequentato dai drogati. In un gabinetto dove abbiamo spesso abbiamo consumato droga insieme. Non aveva nnemmeno ventiquattro anni.
Nei mesi successivi vivevo come in "trance", sotto shock, nel tentativo di non pensare, di non sentire potevo solo lavorare ed allenarmi. E prendevo spesso delle benzo, sottoforma di temesta, o almeno stilnox, qualcosa di simile alle benzo. Non sono sicuro, se sarei sopravvissuto in questo periodo senza le pastiglie che ti modificano i sentimenti e ti danno la illusione che tutto sia a posto. Era già quasi inverno, quando ho smesso di prendere le pastiglie in maniera regolare, ora soprrattutto bevevo troppo. Mi sentivo solo, malgrado mi fossi rimesso in terapia, solo l'operatore che stava facendo l'apprendistato, si interessava di me, ma purtroppo era spesso fuori casa, a scuola. Col capo non parlavo quasi mai e le cose non andavano per niente bene. Litigavo sempre di più col mio capo, non avevo più rispetto per nulla e facevo quasi tutto quello che volevo. All'inizio di marzo ho lasciato la casa e sono venuto a Lugano. Qui già conoscevo qualche amico del club, dove ancora oggi mi alleno. Ma non avevo né un lavoro, né un appartamento. Ho vissuto col minimo dei soldi, dormivo soprattutto al dormitorio e nelle prime settimane bevevo decisamente troppo e prendevo anche altre cose, ma solo ogni tanto. Già così era difficile, ero sempre in pericolo di caderci di nuovo.

Il CAD e Ingrado, erano per me come un porto, dove potevo toccare e conoscere nuova gente interessante e migliorare il mio italiano, parlando con tutti, ascoltando i discorsi e aiutando ogni tanto in cucina. Nel frattempo ho trovato un piccolo appartamento, ma ho dovuto avere molta pazienza e un po' di disciplina. Cercavo casa da quasi sei mesi, ma a causa dei debiti che ancora ho, è stato molto difficile, ma non mi sono mai rassegnavo. L'Operatrice di Prossimità mi ha aiutato con la sua macchina per il trasloco. Inoltre ho avuto la fortuna che il mio allenatore, che sa bene dei miei gravi problemi, ha sempre creduto in me e non mi ha piantato in asso mai, motivandomi a venire in palestra. Anche per questo, per l'allenamento regolare, ci vuole pazienza e disciplina, ma penso che senza l'allenamento e senza il colloquio settimanale con lo psicoterapeuta con parlo in tedesco e di cui mi fido e mi aiuta ancora molto, non ce l'avrei mai fatta. Capita ancora che a volte prendo delle pastiglie, e anche che bevo troppo. La cocaina non la prenderò mai più, e la eroina non l'ho toccato da lungo tempo. La roba qua è di qualità miserabile e costa il doppio in confronto alla svizzera-interna. Questo è per me un vantaggio, così non mi passa nemmeno per la testa di comperare qualcosa. Per chi invece ha bisogno della roba, questo è un disastro. Mi preoccupa soprattutto l'UDC che è ancora contro la liberalizzazione della canapa. Non capisco a che cosa stanno pensando loro che proibiscono l'erba, mentre l'alcol uccide la gente in modo legale. Può darsi che abbiano da guadagnarci da questo commercio? Questo me lo chiedo già da tempo.

Ma perché scrivo tutto questo? Perché vorrei trasmettere le mie esperienze, ognuno poi deciderà se approfittarne o no.
Per me è chiaro che aspetti quali la disciplina, l'imparare sempre nuove cose, lo sport e conoscere nuovi amici fuori della scena, è molto importante. L'indipendenza e la libertà non si raggiunge quando le droghe e l'alcol, dominano la vita quotidiana. E il fatto che la politica concernente le droghe sia ancora veramente un disastro, non dovrebbe giustificare o scusare una dipendenza, al contrario! Perché proprio questo da loro il potere. Solo gli indipendenti e forti troveranno ascolto. Purtroppo è così, per la maggior parte della nostra ricca, povera società. E inoltre, sentirsi bene e forti, coscienti di sé ed essere pronti per le sfide della vita, è un sentimento benissimo!

25/01/09

Torneo di calcetto

Alcune immagini dal torneo di calcetto (sensibilizzazione rispetto ai problemi della dipendenza) che si è svolto nel capannone montato per l'occasione nei parcheggi del CAD lo scorso dicembre.  Il titolo della serata era "insieme per aiutare, insieme per sensibilizzare, insieme per combattere la solitudine e l'emarginazione".
Per scaricare il video o per vederlo in altri formati clic qui oppure guardalo su youtube.



Questo invece il volantino della serata:


La serata è stata allietata dal duo Tomelleri Meuwly, che nasce nella fine degli anni ’80 seguendo sempre la linea del Jazz classico ma con un’impronta molto moderna e con un pizzico di contemporaneità.
Radici Blues e influenze di Musica europea confluiscono nella fantasia creativa dei due musicisti: Paolo Tomelleri, clarinetto, ha lavorato con i più grandi musicisti italiani fra gli altri Gaber e Celentano e con grandi musicisti americani. Giorgio Meuwly, chitarra, è fondatore e dirigente musicale della Scuola di Musica Moderna di Lugano

21/01/09

Dipinti

Abu segnala la sua raccolta di dipinti su Flickr, sicuramente vale una visita!

07/01/09

Momento tragico

Noi del CAD vogliamo dare un ultimo saluto e le nostre preghiere per le anime dei nostri amici Marta ed Enrique.

Siamo vicini ai parenti e agli amici in questo momento tragico.

A.

15/12/08

Le nostre esperienze al CAD


Interessante e arricchente.

Sono un’allieva infermiera, frequento il 3° anno presso la SUPSI DSAN.
Purtroppo tre mesi di stage presso Ingrado, non sono sicuramente abbastanza per conoscere in profondità le vaste realtà a qui si rivolge la struttura.
Nonostante il breve periodo di stage, l’esperienza è stata significante e ricca di contenuti.

IL CAD offre diverse attività ricreative, ma anche spazi per condividere un pranzo e la sua preparazione, aiutare nella gestione della lavanderia e svagarsi con l’utenza. Tutto ciò permette di approfondire e dare spessore alla relazione.
Ogni persona che frequenta il CAD, porta con sé un pezzetto della sua vita. Ad ogni nuova entrata, la “ragnatela” s’intreccia sempre più, permettendo la conoscenza e il confronto, ma soprattutto di rimettere in discussione e arricchire giorno per giorno il proprio concetto d’accoglienza. Questo non muta alla sua base, una base composta primariamente da un saluto, subito dopo dall’offerta di un pasto caldo e poi della possibilità di occuparsi della propria igiene personale.

Tutto questo è il CAD, un’equipe che cerca di soddisfare i bisogni primari delle persone. Nel rispetto dei valori che ognuno porta con sé.

Jolenny S.

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La mia esperienza professionale e di vita al CAD

Cari lettori,
recentemente mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla mia esperienza da stagista al CAD e ovviamente non posso darvi un resoconto completo se da prima non vi accenno un breve stralcio della mia vita…
Qualche anno fa, dopo un percorso scolastico in campo economico ho deciso di cambiare totalmente il mio futuro, sia a livello professionale e sia a livello personale; la mia passione per uno stretto contatto con la gente era troppo forte per essere lasciata andare alla deriva, ed è così che decisi di intraprendere una nuova carriera.
Dopo altre esperienze fatte in diverse aree, come ad esempio: in psichiatria, minori, anziani, ecc… questa del CAD risulta essere per me la più significativa per differenti ragioni, la prima sicuramente è perché il problema che vado a “trattare” mi tocca molto da vicino ed è per questo motivo che mi piacerebbe molto dare in futuro un concreto contributo, per aiutare nella maniera migliore questi ragazzi e ragazze che si sono per così dire “persi” in un cammino difficile da superare; la seconda ragione riguarda invece il mio approccio educativo sicuramente più consapevole e maturo di quando ero agli inizi.
Il CAD, in questa mia singolare esperienza nell’ambito delle dipendenze mi ha mostrato come a volte aiutare delle persone a soddisfare dei semplici bisogni, di cui molto spesso considerando la vita frenetica che oggi giorno noi tutti conduciamo non ce ne rendiamo nemmeno conto che possa essere molto importante e significativo per qualcuno, un altro aspetto molto interessante è stato quello di vedere più culture interagire tra di loro mantenendo sempre di fondo un rispetto reciproco l’uno per l’altro.
I momenti più significativi che ho vissuto nel corso di questo tirocinio, sono indubbiamente il momento del pranzo in cui operatori e utenti mangiando insieme si relazionano e si confrontano continuamente senza alcuna barriera istituzionale, favorendo appunto un tipo di relazione più libera e aperta; l’altro momento che mi ha colpito sono state le discussioni avvenute durante e dopo la proiezione di un film della rassegna cinematografica, la quale ha fatto emergere interessanti opinioni e vissuti di alcuni frequentatori del centro diurno.
Concludo questo mio primo e forse unico articolo, ringraziando coloro che mi hanno permesso di fare questa esperienza al CAD, nelle persone di Lorenzo, Umberto e il mio responsabile di tirocinio Dino; infine non posso non dire che mi sono trovata davvero molto bene con tutto lo staff dell’Ingrado, in cui si respira veramente un bel clima d’équipe, grazie al quale risulta possibile creare e mettere in pratica progetti originali e potenzialmente utili all’utenza.
Ora vi saluto davvero, con questa mia ultima frase: tanto c’è ancora da fare…ma grazie a tante persone già molto è stato fatto…

Sara P. 
(studentessa presso l’Università dell’Insubria)

10/12/08

A piece of my life (un pezzo della mia vita)


Mi chiamo F. e vivo da ormai due anni a Pregassona, ho scelto di scrivere al blog del CAD perché non sapevo a chi dire tutto quello che penso e che provo...
 La vita con me non è mai stata generosa, ho da poco compiuto 39 anni e dal 1996 vivo in Svizzera, nel medesimo anno mi sono anche sposato, purtroppo dopo soli cinque anni questa mia relazione è giunta al termine.

Successivamente ho perso anche il mio lavoro e in quel periodo mi è sembrato di aver toccato veramente il fondo e tutto questo lo devo all'alcool.
Inizialmente non mi ero perso d'animo, in un anno ero riuscito a risollevarmi perché in quel periodo ero riuscito a stare lontano dalla bottiglia e iniziai un'attività lavorativa in qualità di piastrellista; al momento il lavoro non mi mancava e mi sentivo davvero felice e gratificato, ma purtroppo quel bel momento non durò quanto io speravo...
Dopo tre anni ebbe inizio il mio degrado, a causa del maledetto vizio del gioco d’azzardo ho sperperato tutto quello che onestamente mi guadagnavo, preso coscienza di ciò il 29 settembre 2006 (data per me molto significativa) ho avuto il coraggio di auto diffidarmi da tutti i Casinò della Svizzera e di questo mio gesto ne vado tuttora molto fiero.
Nello stesso anno, entrai a far parte del corpo dei pompieri come volontario, questo per me era un sogno che avevo fin da bambino e che ora finalmente si era realizzato.
Nel frattempo avevo una relazione con una ragazza del Bellinzonese con cui poi sono andato a convivere per un po' di tempo, purtroppo anche questa mia relazione si è poi rivelata non positiva per me e anzi questa situazione ha fatto scaturire nuovamente il mio problema con l'alcool, questo tengo a precisare dopo ben cinque anni di dura astinenza.

Giorno dopo giorno, cominciai ad abusarne sempre di più e la situazione stava ormai prendendo una brutta piega; per mia fortuna una fredda sera di febbraio ad una festa del mercato coperto di Mendrisio incontrai una ragazza molto carina e simpaticissima, di conseguenza non potei fare a meno di non corteggiarla e da li a poco nacque una storia che tuttora continua con i suoi alti e bassi.

Questa relazione era partita molto bene, dopo un mese circa che ci conoscevamo lei aveva già in programma una settimana di vacanza a Barcellona, io non avendola accanto in quei giorni mi accordi che bevevo più del solito.
Una sera, mi recai nel mio solito bar che faceva anche da distributore di benzina, in tanto che stavo bevendo un aperitivo la commessa mi disse che doveva cambiare dei prezzi sui cartelloni e io mi offrii per aiutarla, uscito fuori mi accorsi che insieme ai numeri c'era una busta contenente del denaro e in quel momento preso dalla ghiotta occasione me ne impossessai, terminato di bere e salutata la commessa tornai a casa.

Il mattino seguente, grazie a questa mia bravata ho avuto un bel risveglio in compagnia della polizia e purtroppo per colpa di questo episodio sporcai la mia candida fedina penale, la triste e amara conseguenza fu che dovetti presentare le mie dimissioni al corpo civile dei pompieri e questo mi pesò davvero come un macigno di qui ancora ne porto le conseguenze.
Dopo questa negativa avventura andai a vivere insieme al mio dolce amore, ero felice e conducevo una vita degna e regolare, ma più i giorni passavano e più io peggioravo, non trovando lavoro mi chiudevo in me stesso e bevevo sempre di più, alla mia compagna non dicevo mai nulla dei miei problemi interni, anzi sorvolavo e mascheravo sempre e senza saperlo stavo prendendo in giro me stesso e lei, finché a giugno 2008 lei stufa ed esasperata del mio comportamento mi mise fuori di casa, grazie anche all'intervento dei suoi genitori, i quali mi hanno fatto sentire come un delinquente, un mostro ed un assassino; questo mi ha portato a dormire due notti su una sedia di un bar, il che mi ha portato a rivolgermi da un'assistente sociale che mi ha tempestivamente trovato un posto al dormitorio gestito dalla Croce Rossa, in questo posto dovevo obbligatoriamente sottostare ai loro orari e alle loro inevitabili regole però per lo meno grazie alla CRSI avevo un tetto e un letto su cui dormire.
Passate cinque settimane trovai finalmente un appartamento, questo grazie all'intervento dell'assistente sociale; nel frattempo ero sempre in cerca di lavoro ma allo stesso tempo continuavo ad affogare i miei problemi nell'alcool; in quei giorni avevo anche consultato un operatore di Ingrado con cui avevo parlato di un'eventuale disintossicazione.
L'assistente sociale, dopo un po’ di tempo mi trovò un lavoro per il comune di Lugano come pittore, fare il pittore mi piaceva molto e lo facevo anche molto volentieri ma in quel momento avevo sempre l'alcool nella testa (compagno inseparabile e allo stesso tempo devastatore della mia vita).
In data 15 agosto, mi recai al mio ultimo giorno di lavoro, parlando con il responsabile gli spiegai il mio problema e nei giorni seguenti presi un appuntamento con uno psicologo dell’Ingrado a cui espressi il mio desiderio di volermi curare subito e così è stato!!!

Infatti il 23 agosto entrai in clinica a Mendrisio e li ebbe inizio la mia cura della durata di 20 giorni, in questo mio percorso riabilitativo ci misi davvero tutto il mio impegno, purtroppo in quel periodo le cose con la mia ragazza non andavano molto bene e mi ritrovai da solo ad affrontare questo momento per me molto difficile.
Tornato a casa, i miei presupposti di vita sono cambiarono notevolmente, non penso ormai da tempo all’alcool e mi sto assiduamente attivando per trovare un buon impiego di lavoro.

Venni a conoscenza del CAD grazie ad un amico che vedendomi in serie difficoltà economiche mi consigliò di frequentare questo centro di cui non avevo mai neanche sentito parlare e così feci; l’indomani presi coraggio e andai a vedere di persona, l’impressione fu dal primo istante molto positiva, lo so che quello che sto per dirvi vi potrebbe risultare assurdo ma in un certo senso in questo posto trovai una sorta di seconda famiglia, gli operatori sono tutti molto gentili e sempre disponibili.
Grazie a questo provvidenziale centro diurno ho potuto fare un pasto completo per soli 5.- , oppure se per caso non avevo soldi al momento potevo propormi per una mansione, in modo che il pasto mi veniva così offerto.
Ormai, cari lettori sono tre mesi che sono astemio, la mia mente è finalmente sgombra da brutti pensieri e diciamo che in questo periodo mi sento bene, questa sensazione era da tanto tempo che non la sperimentavo e con questo colgo l’occasione per dire a tutti che i mezzi e le strutture per aiutare le persone come me in difficoltà ci sono, anche se il primo aiuto sta sempre a noi darcelo, bisogna infatti essere per prima cosa convinti e metterci tanta buona volontà e successivamente bisogna affidarsi nelle mani di brave persone competenti, i quali possano concretamente darci una mano, ricordate però che dobbiamo anche volerlo noi e se davvero lo desideriamo la strada non è poi così dura come sembra…




08/12/08

Cad News: e siamo a due!

In distribuzione da oggi il nuovo numero di "Cad News", il giornale che raccoglie parte dei contributi di questo blog. Il numero zero è scaricabile da qui, la versione cartacea la trovate al CAD.

Clicca, scarica e stampa il secondo numero del giornale:


04/12/08

La lotta per la vita


Articolo di: S.

Voglio scrivere quest'articolo perché penso che il tema di cui si parla sia ancora molto attuale e grave anche se ne parla relativamente poco: l'aids. Ancora oggi, la persona malata di AIDS è vista con disprezzo e molti pregiudizi probabilmente perché c'è poca informazione e ancora molta ignoranza sul tema. Quando io sono nata, mia mamma ha scoperto di essere sieropositiva. Fortunatamente io e mia sorella siamo nate sane, mia sorella è stata allattata perché mia mamma non sapeva ancora nulla, io invece no. Quando avevo 8 anni, mia mamma, una sera a cena ci ha detto che era affetta da questa malattia, noi non sapevamo esattamente cosa fosse, ma ci accorgevamo che lei stava male. Dopo qualche anno io e mia mamma siamo andate da un medico che ci ha spiegato quali erano i comportamenti da tenere e soprattutto quale erano le cose da non fare: ci ha detto di stare attenti a rasoi e spazzolini da denti. Per tutto il resto abbiamo vissuto normalmente. L'AIDS è una malattia che con il tempo degenera, nonostante le terapie che man mano venivano scoperte (lei faceva parte di un gruppo che sperimentava nuovi farmaci) aveva sempre alti e bassi, da un banale raffreddore passava velocemente ad una polmonite e passava molto tempo ammalata ed in ospedale. Nella cittadina in cui vivevamo eravamo abbastanza malvisti e tenuti da parte, c'erano pettegolezzi sulla sua malattia e, ad un certo punto gli inquilini del palazzo hanno mandato una lettera che proibiva alla nostra famiglia di usare la lavatrice comune e il giardinetto per paura di ammalarsi. Siamo finiti in tribunale ed un giudice ha dato ragione a mia mamma. Mia mamma ha sempre lottato con grande coraggio e dignità contro i pregiudizi che le facevano male e contro il sapere che questa malattia l'avrebbe portata alla morte. Penso che sia morta contenta, è riuscita a vedere la nascita di mio figlio, suo nipotino. Gli ha fatto un maglione ed una cuffia di lana, il che le ha dato tanta forza e gioia anche se alla fine il suo corpo non ha retto ed è deceduta.

A scuola fortunatamente non è andata male, la maggior parte dei compagni sapeva e aveva rispetto. Una volta è venuta in classe delle persone di Aiuto AIDS per spiegarci delle cose relative a questa malattia. Alcuni genitori hanno preferito tenere i figli a casa dalle lezioni per quel giorno. Mi sembra assurda questa paura e questa ignoranza che ancora oggi vige.
In tutti questi anni, ho conosciuto un sacco di gente che aveva questa malattia, grazie agli incontri organizzati da Aiuto AIDS, c'era di tutto anche persone che non immagineresti mai. Dai banchieri ai tossicodipendenti, qualsiasi tipo di persona, non c'erano categorie definite ma era bello, c'era solidarietà.

Tante di queste persone non uscivano più di casa, si sentivano abbandonate e sole, per colpa dei pregiudizi della gente, e questo è veramente peccato e triste.

Il 1 dicembre ha aperto un nuovo centro di informazione e assistenza a Molino Nuovo, si chiama “Zona protetta”, vi si trova un sacco di materiale informativo e soprattutto la possibilità di parlare con persone sensibili e competenti. Invito tutti ad informarsi e proteggersi rispetto a questa malattia e ai pregiudizi ad essa legata. Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, non facciamoci fermare dalla paura e cerchiamo di andare nella profondità dei problemi.

Questa malattia ci riguarda tutti e tutte e ciò ci dovrebbe portare a riflettere.

Maggiori info: zonaprotetta.ch

15/11/08

La mia opinione sulla canapa

Cari lettori,
mi presento, sono un giovane che sta crescendo in Ticino e che ha la sua storia. Parlo di un tema che sta interessando tutta la Svizzera in questo periodo: la canapa. Nella mia vita, con il mio gruppo, sono presto venuto a contatto con questa sostanza e, all'inizio, era un modo per sentire di meno i problemi. Poi, come per ogni dipendenza, si esagera, per avere un po' di autocontrollo ci vuole tempo. Il THC, in giuste dosi, è terapeutico. Già in questo momento ci sono persone con il permesso dello stato di coltivare la canapa per scopo medico. Ma la canapa a cosa è paragonabile? A un psicofarmaco leggero tipo Atemesta. Ma nelle strade come è la canapa? Perché si parla di mafia? Tutto un circolo, come attorno ad ogni ‘droga’, per fare lucro. Come ogni circolo chiuso solo chi fa parte del giro sa… e così si lascia in mano a queste entità il controllo delle strade. Le persone che la acquistano per strada, la maggior parte delle volte, per il prezzo che pagano al grammo è una vera propria truffa. La polizia pensa più a punire, secondo le leggi in vigore ora, che aiutare le persone in difficoltà in possesso di canapa usando molto spesso metodi violenti: botte, urla e minacce. La polizia e la canapa?

La polizia pensa di fermare il giro illegale di spaccio con metodi discutibili. Io stesso, soltanto per possesso di questa sostanza, sono stato picchiato senza poter difendermi e tenendo tutto in silenzio. Ma non spaventatevi troppo perché ci sono conoscenti che ti aiutano ad acquistare in sicurezza, ma come già scritto, è una truffa. Mi fa arrabbiare che, una sostanza molto più dannosa come l'alcool, sia legale e consumata a fiumi mentre la canapa ,soltanto per ignoranza, viene malvista e la sua gente (i consumatori) non protetti. Pur essendo illegale non è veramente comprensibile se non la provi sulla tua pelle. Pur essendo meno dannosa di una cosa già legale e più pericolosa come l'alcool.

Con la nuova legge non si darebbe il via libera alla droga, ma si proteggerebbe chi consuma in santa pace, liberandosi di parecchi pesi e in modo più sicuro e dignitoso. Perché vorreste negare almeno una piccola sicurezza a persone coinvolte in un giro che tra la mafia e la polizia non si sa cose peggio? Rifletteteci e spero che per il 30 novembre terrete conto di questa testimonianza e quando voterete non penserete soltanto a voi stessi. Per tutti questi motivi io darò il mio SI all'iniziativa in votazione, e voi?

Un giovane!

11/11/08

Programma della rassegna cinematografica del CAD

Cari amici del CAD,
siamo lieti di informarvi che da Martedì 18 novembre fino a Martedì 23 dicembre ogni martedì pomeriggio si terrà una mini-rassegna cinematografica nell’ambito delle dipendenze; in seguito alla visione del film chi vorrà potrà partecipare ad una discussione che verterà sulle tematiche del film appena proiettato.

Questa rassegna oltre ad essere un momento di reale confronto tra utenza e operatori sociali può sicuramente dare dei risvolti importanti per cercare maggiormente di ampliare le rispettive conoscenze ed infine stimolare uno scambio di opinioni.

Martedì 18 novembre 2008
titolo film: SCARFACE
USA 1983 – di Oliver Stone – con Al Pacino, Michelle Pfeiffer, Alejandro Sosa, ecc…

Giovedì 20 novembre 2008
titolo film: THE DOORS
USA 1991 – di Oliver Stone – con Val Kilmer, Meg Ryan, Kevin Dillon, ecc…

Martedì 25 novembre 2008
titolo film: THIRTEEN (28 GIORNI)
USA 2000 – di Betty Thomas – con Sandra Bullock, Viggo Mortensen, Steve Buscemi

Martedì 02 dicembre 2008
titolo film: RADIOFRECCIA
Italia 1998 – di Luciano Ligabue – con Stefano Accorsi, Luciano Federico, ecc…

Martedì 09 dicembre 2008
titolo film: AMORE TOSSICO
Italia 1983 – di Claudio Calidari – con Cesare Ferretti, Michela Mioni, ecc…

Martedì 16 dicembre 2008
titolo del film: BLOW
USA 2001 – di Ted Demme – con Johnny Depp, Ray Liotta, Pénelope Cruz, ecc…

Martedì 23 dicembre 2008
titolo del film: THANK YOU FOR SMOKING
USA 2005 – di Jason Reitman – con Katie Holmes, Robert Duvall, Aaron Eckhart, ecc…

  • entrata libera
  • inizio proiezioni ore 14.00
  • il programma potrà subire cambiamenti
  • al termine del film: discussione e merenda
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