13/03/08

Vi racconto la mia storia di droga e di prigione

Proposto da F.

Tutto è cominciato per noia e insoddisfazioni e come al solito ho scelto gli amici sbagliati avevo 18 anni quando per piaceri accompagnavo tossicodipendenti a Zurigo.
Pian piano i viaggi si facevano sempre più frequenti e per non esser di meno ai miei amici
ho provato per la prima volta. Di volta in volta usavo sempre di più fin che sono arrivato a non poterne fare a meno e da quel momento è incominciato il mio calvario, non bastandomi i soldi ho incominciato a vendere eroina, vendi e rivendi dopo qualche mese sono stato fermato e arrestato dalla polizia.
Da quel momento è incominciato il mio calvario della prigione.
Convinto di andare a casa al processo, ho preso la seconda batosta 36 mesi da espiare, li sono caduto in una profonda depressione che ancora oggi mi porto dietro, sono stati i mesi più lunghi della mia vita non auguro a nessuno quello che ho passato.

Adesso sono 3 anni che sono uscito ma qualche strascico me lo porto ancora dietro, non ho più usato da quando sono fuori ma tante volte ci penso, e frequentando certi posti e vedendo certe persone ammetto che faccio fatica a non usare.

Per mia fortuna fino ad oggi sono sempre riuscito a non ricadere.

Questa storia non è inventata è la fine che fanno quasi tutti quelli che vendono e consumano.

Officine FFS: Ingrado solidarizza con gli scioperanti

Ingrado, nell’esprimere solidarietà alle maestranze delle Officine FFS di Bellinzona, visto il perdurare della situazione di precariato per i lavoratori tutti e le loro famiglie, considerato come questo contesto di crisi sia fonte di forte disagio, desidera essere vicino a tutti coloro che vivono soggettivamente momenti di difficoltà e tensione.

Il comunicato ufficiale di Ingrado: qui
Il sito degli operai in lotta: qui

04/03/08

Tanti anni fa, a Pompei

Proposto da Cris

Quando nel 77 a. C. Pompei fu sepolta da una spessa coltre di lapilli, cenere e acqua, non tutti gli abitanti fuggirono subito, anzi la maggior parte fu colta dal terribile evento piroplastico nell'ultimo loro gesto quotidiano. Le moderne tecniche archeologiche ci permettono da relativamente poco tempo di recuperare uomini e animali periti sotto una spessa coltre di cenere e vaporizzati dal calore nella miscela di terra, lapilli e acqua che man mano si induriva. Il vuoto, che prima era una persona, un animale, un albero o un oggetto dove la vita li ha abbandonati, veniva cosi' inglobato dalla massa espulsa dal Vesuvio che man mano si raffreddava, lasciando l'impronta dell'ultimo atto di vita.

Famoso e impressionante il ritrovamento di un cane che si contorce dal dolore e dalla paura: il suo calco ce lo mostra con le zampe in alto come se volesse strusciare la schiena contro la terra, ululando.
Gli animali percepirono prima degli umani il pericolo e chi pote scappo'.
Mentre fra gli esseri umani vi furono molti che pensarono fosse in atto un evento tremendo e spettacolare, crederono pure che non fosse necessario scappare e rimasero così nelle loro case, nascondendosi contro i muri portanti, oppure nei locali con muri più ampi o nelle cantine. Li' la morte ne colse molti.
Ritrovamenti archeologici successivi dimostrano come molti, resisi conto che ormai non vi era scampo, trovarono la salvezza attraverso la fuga tra pioggia di lapilli infuocati e cenere che si alzava sul terreno facendo crollare i tetti degli edifici. Così centinaia di esseri umani furono ritrovati mentre cercavano scampo in una zona dove c'erano due porte per uscire dalla città.
Fra loro persino il corpo di una giovane donna che, caduta, alza il braccio verso l'alto come in cerca di un aiuto disperato. Vicino a lei un uomo, visibilmente rivolto verso di lei, nel presumibile atto di aiutarla.
Quando si e' consapevoli della fine si prende con se' la cosa o le cose più importanti e significative della propria vita.
La donna aveva monili e oggetti simili, conservati anch'essi dalla colata, l'uomo aveva con lui utensili in una borsa, oggetti che oggi sarebbero appartenuti a un dottore.
Mi piace pensare che questa persona proprio nell'ultimo atto della vita abbia rivolto il pensiero verso chi aveva bisogno, non avrebbe guadagnato molto, ma l'ultimo atto della sua vita l'ha speso cercando di aiutare chi aveva bisogno di lui, fedele a un giuramento.
Senza perciò chiedere il tesserino di Cassa Malati.

Polveri fini


Proposto da Atti

Siamo ancora tutti allucinati per i postumi della settimana più inquinata della storia Cioè dall’epoca in cui partirono le misurazioni sulla salubrità dell’aria, quella a cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno è stata la settimana più satura di PM10. Era oltretutto la fase più “bisesta” di un anno che da questo punto di vista, sarà ancora anno di record negativi. Come tutti quelli precedenti non ci vuole molto infatti per trovare l’agosto più freddo,il giugno più secco, l’ozono più elevato o il maggior numero di tonnellate di CO2 versate nell’aire, Basta infatti guardare queste statistiche e si capirà in fretta che siamo in pieno “climate change”, cambia tutto, cambia pure la lingua!

Ciò che lascia più attoniti è come viene percepita e gestita l’emergenza. Purtroppo l’imperativo sembra essere quello di fare come gli struzzi e non rendersi conto mai, cioè rimandare l’idea che dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Come? Facendo un uso assennato dell’automobile e del mezzo pubblico, così padroni delle nozioni come siamo consapevoli oggi, avere un atteggiamento etico e responsabile acquistando un motore a benzina verde o a gas naturale (i famosi ibridi) invece per esempio di un quattro-tempi o di un S.u.v.

Per quanto riguarda l’autorità, non è certo da questo pulpito che vengono irradiati consigli utili al Governo ma criticare è nostro diritto e quello sì, di pubblica utilità. Sapere che in questi pochi giorni di 80km/h, non solo abbiamo contribuito poco a ridurre le immissioni nocive ma sarebbe stato bello farlo con più convinzione. Mi sembra invece di percepire gli utenti dell’autostrada che sono anche elettori, come leggermente scocciati della vituperata misura ambientale. Ed è proprio questo che amareggia: vedere come pochissimi danno confidenza alle polveri fini.

I tossici preferiscono interessarsi solo a quelle pesanti, ma queste PM10 sono così aleatorie? No, ricordo che solo qualche anno fa si parlava ancora di PM5, Per tutti Voi che siete interessati all’argomento,si può dare un’occhiata a www.pm10.ch

18/02/08

Quattro passi nella rete

Proposto da Atti

Lasciatemi subito fare un gesto reverenziale nei confronti di questi nuovi mezzi di comunicazione. Fatto! Siamo un po’ tutti alle prime armi ma UDITE! UDITE!.. persino per professioni e ruoli impopolari anche se socialmente rilevanti quali il poliziotto, si adoperano il sito o il blog per diventare più umani. Scendere a lavare i panni in piazza oramai piace a loro come a tutti. Ci sentiamo più democratici e trasparenti. Una folta maggioranza che fino a pochi anni or sono si armava di chiacchiere e prevalentemente al bar, caricava i pallettoni di palle e gazzettini. Da sparare in piazza, sulla pubblica strada. Adesso, virtualmente la si può usare ancora. Lo faremo anche noi naturalmente . Quella piazza è oggi così grande che inquieta ma pungola. Invitiamo tutti a provarci per lasciarsi andare alla confidenza col mezzo e in fondo, sfruttare l’occasione per conoscersi meglio . Sani in-gradini e gossipomani all’ascolto, preparatevi....!? ;-)

Fu così che una di queste ultime sere,invece di passare dallo zapping-TV alla cena, allo zapping-TV, alla sonnolenza feriale; navigavo dolcemente per le inquiete acque della rete. Su questa stessa rete. Poco oltre, ti puoi imbattere in cose sempre più lontane di quelle che avevi cominciato a cercare. Tant’è...Era solo una maniera di passar la serata!
I temi che mi frullano a periodi, a livelli diversi, secondo differenti maniere di affrontarla, prima o poi, spuntano tra le maglie sue. La domanda più certa, soprattutto assurda è: cosa farei se d’improvviso , nel mondo, venisse a mancare quel 2% di energia elettrica che guarda-caso viene prodotta apposta per la nostra cara rete amatissima ? Mi girerebbero e non per poco ! D’ora in poi; come, far funzionare la rete ??

Ci daremo da fare qui sul nostro blog, dove è permesso rivendicare, urlare, farsi valere, ecc. Usiamola ‘sta tanta vituperata e stracitata rete. Quindi io direi che se non abbiamo cose da nascondere, dobbiamo assolutamente sciorinarle, affinché nessuno possa proclamare o professare un silenzio. Di solito. Di tomba.

06/02/08

Aneddoti sulla guerra e sul nazismo

Il racconto di un "ss"
Proposto da cris

“Le stazioni nel 41 erano piene di treni che andavano e venivano carichi di ragazzi in divisa diretti in tutta Europa per sostenere lo sforzo bellico e il sogno di una grande Germania.
Di conseguenza anche donne, crocerossine e cosi via volevano aiutare e completare l'impegno della nazione. Capito' fuori Berlino che in una stazione secondaria diedero tante di quelle tartine e fette di torta e gelatina che il reggimento sul treno ebbe tutto degli attacchi di dissenteria. Le latrine si intasarono, i binari si coprirono di liquame. Sporco e puzza erano insopportabili. Fu uno scandalo. La stazione fu chiusa, il tenentino che aveva il comando di quello scalo fu prontamente chiamato in un “battaglione di disciplina”, i battaglioni suicidi che combattono fino alla fine per espiare le proprie colpe.

Alla fine di un combattimento accanito, il comandante, colpito dal valore del tenentino, gli domando' come mai fosse capitato in un “battaglione di disciplina”. Lui rispose: “Colpa della merda". Il comandante riferi' il colloquio e il tenentino fu fucilato.
Durante il nazismo e il reich ebbero il curioso effetto che nessuno parlo' più di merda.
Per paura di essere fraintesi e confondersi con la situazione politica.”

05/02/08

Cartoline da Lugano su danno.ch


Da oggi le "Cartoline da Lugano" sono visibili anche nella sezione testimonianze di danno.ch, questo sito offre informazioni sulle dipendenze, sulle sostanze legali e illegali, sui loro effetti, sui pericoli legati al loro uso e propone dei consigli per cercare di ridurre i rischi che il consumo di ogni droga comporta.

14/01/08

Sulle nostre pareti

Le pareti del nostro centro diurno sono adornate da dipinti realizzati nel corso dei pomeriggi di disegno, qui alcuni lavori di ASH, presto ne fotograferemo ed inseriremo degli altri!





04/01/08

Perché un blog al Cad...

Uno spazio dove raccogliere i propri pensieri, le proprie emozioni. Uno spazio su cui catalizzare la propria creatività, dove sperimentarsi riscoprendo le proprie abilità redazionali. Un luogo di scambio e di apertura verso l'esterno del centro e di condivisione dei propri testi all'interno della “community del CAD”. Spazio per l'autobiografia e per la memoria, per i sogni e per una progettualità nel futuro: un muro digitale per “graffittare” i propri pensieri. Creare reti e relazioni mediandole attraverso una piattaforma digitale, attuale e allettante. Una vetrina per promuovere le attività del nostro centro e per raccogliere memoria di quello che è stato fatto. La possibilità di una “alfabetizzazione informatica” per tutti e, per chi ha voglia di saperne un po' di più sulle potenzialità del Web, la possibilità di approfondire alcune tecniche e linguaggi informatici.

Noi ci proviamo, aspettiamo commenti, contributi e proposte!

05/12/07

Cartoline da Lugano

Storie e persone sono quindi i due pilastri fondamentali di questo lavoro. Storie e persone si muovono seguendo i percorsi segnati dalle strade, che collegano le città. Le storie si muovono tramite le persone, che le raccontano, le divulgano e le tramandano. Le persone sopravvivono grazie alle storie; storie sottoforma di sogni, progetti e racconti del proprio percorso di vita. Le persone sopravvivono grazie alle storie, che rendono immortali i loro protagonisti, almeno fino a quando ci sarà qualcuno disposto a raccontarle e a tenerle vive. Ancora di più mi piacciono le storie sotterranee, quelle con la “s” minuscola, le storie “dalla parte sbagliata della storia” le piccole storie che nessuno mai racconta, che però contribuiscono a creare, come affluenti di un fiume in piena, il flusso della Storia.


Introduzione di Lorenzo Pezzoli


Mi chiamo Mauro


Come se ci fosse un muro


Guarda la Frankie


La postfazione di Lorenzo Pezzoli