12/08/08

Arabesque: i Giullari di Gulliver al CAD

Abbiamo il piacere di segnalare un nuovo momento conviviale che il CAD desidera offrire a tutte le persone interessate.

Lunedì 1° settembre abbiamo il piacere di invitarvi ad un rinfresco con porte aperte (dalle 19'30) e ad uno spettacolo del Collettivo Teatrale Giullari di Gulliver intirolato Arabesque (20'45) , di cui potete vedere la locandina qui da parte.

Vi aspettiamo!

Arabesque
Lo spettacolo Arabesque è diviso in un prologo, quattro capitoli e un epilogo. Il distacco e la rottura, dovuti al tempo che passa, ne sono i temi. Ogni capitolo accende una luce discreta nell’intimità delle persone, e le incrinature, gli strappi, le lacerazioni disegnano ornamenti minuziosi, alcuni a motivi geometrici, altri fiorali strettamente ripetuti. Sono fregi capricciosi, segni di una scrittura misteriosa, forse illeggibile. E di fronte a questi arabeschi si resta stupefatti, come sempre accade all’essere umano davanti a ciò che è ineffabile.

25/06/08

L’affascinante mondo dell’espressione

A cura di Marzio

Il cubismo e le sue sfaccettature
Sono sempre stato affascinato dall’arte e le sue bellissime possibilità di espressione e di disegno a me personalmente piace moltissimo il cubismo: arte incredibile dello scomporre degli oggetti. Il mio artista preferito si chiama Juan Criss ed è argentino, lui è un maestro in assoluto del cubismo ed è molto bravo ad esprimere sensazioni e sentimenti umani attraverso il cubismo. Mi piacerebbe molto frequentare un accademia dell’arte per poter perfezionare le mie capacità riguardo il cubismo e poter conseguire una tesi in storia dell’arte cosa che ho già fatto per tre semestri a Milano ma non avendo assolto la maturità non ho potuto proseguire gli studi in storia dell’arte e quindi ho deciso di smettere e di continuare a dipingere come autodidatta semplicemente tutto solo. Mi accorgo sempre di più che le possibilità di ingrandire nel settore sono molto limitate perché la tecnica vera e propria si impara solo a scuola o con dei libri che si possono acquistare, ma i libri sono molto cari e io non me li posso permettere perché sono invalido e percepisco pochi soldi al mese e per questo ci vorrebbero tre o quattro stipendi dei miei.


Il mio primo quadro cubista

Quando ho visto per la prima volta un quadro che rispecchiava il cubismo, sono subito rimasto affascinato dalla sua bellezza straordinaria e di quello che realmente esprimeva il quadro che avevo sotto gli occhi. Mi interessai subito di sapere chi lo avesse fatto e mi dissero che l’artista era argentino e che si chiamava Juan Criss allora andai subito in libreria e comprai un libro di questo meraviglioso artista ed iniziai a studiarlo ed a copiare i suoi lavori per esercitarmi nel disegno ed acquisire conoscenze in merito al cubismo. Ebbi un notevole successo perché tutti i quadri che feci li regalai a persone che piaceva molto il genere e ricevetti molti complimenti per quello che avevo fatto oggi sono un po pentito di averli regalati tutti perché non ho più un atelier e non possiedo nemmeno un quadro di quelli che ho fatto. Va beh mi dispiace un po ma cercherò di rifarne alcuni e di non regalarli più. Ma io volevo citare alcuni passi su quanto riguarda il cubismo. Il cubismo è l’eccezionale arte di scomporre tutti gli oggetti esistenti nelle loro forme e dimensioni e giocare con la fantasia per far si che essi prendano forma sotto un altro punto di vista ottico e di espressione. Chi riesce a capire questa eccezionale arte deve considerarsi una persona molto aperta ed estroversa, facile di contatto al prossimo, perché il motto del cubismo, ho letto un giorno che è conoscere, conoscere se stessi, conoscere gli altri e saper definire gli altri nel contatto più diplomatico che ci sia e se noi tutti riuscissimo a comportarsi in questo modo forse il mondo sarebbe diverso e non ci sarebbero cosi tante ingiustizie e barbare abitudini che l’uomo ha messo nella propria esistenza. Ma lasciamo perdere il comportamento per parlare ancora della magnifica espressione del cubismo. Noi tutti siamo abituati a vedere una chitarra cosi come la chitarra effettivamente e’ fatta, ma il cubismo la può distruggere completamente nelle sue forme più bizzarre e colme di fantasia dell’artista. Allora una chitarra la si può tagliare anche in cento pezzi e questi pezzi si possono posizionare in basso in alto a destra o a sinistra del foglio e quindi si possono fare delle aggiunte di pezzi che prima non appartenevano alla chitarra ma che noi come artisti abbiamo deciso di aggiungere. Ecco quindi che appare un quadro che prima non conoscevamo ma che abbiamo costruito con la nostra fantasia e immaginazione. Ecco quindi una nuova figura per i nostri occhi da vedere osservare e quindi poter meditarci sopra. Questa arte e per me la più bella per esprimere tutti i sentimenti e le sensazioni che un essere umano si porta dentro. Io il cubismo lo chiamerei “l’affascinante mondo dell’espressione”.

06/06/08

Fotografie della serata di porte aperte

Alcune immagini della bella serata di porte aperte di mercoledì 4 giugno con i Sugo d'Inchiostro, che hanno allietato un ricco aperitivo con la loro musica allegra e spumeggiante. Ringraziamo tutti i partecipanti!







29/05/08

Porte aperte: I Sugo d'Inchiostro al CAD

Dopo il successo della prima serata di porte aperte, ecco il volantino di questo secondo appuntamento primaverile con i Sugo d'Inchiostro che proporranno un intrattenimento musicale "dal mondo", seguirà un rinfresco per tutti e la possibilità di ricevere una copia dell'ultimo numero del nostro giornaletto.

Dalle 17'00 alle 19'00, con rinfresco per tutti, naturalmente entrata libera. Vi aspettiamo!

Sugo d’inchiostro: Il gruppo è composto da attori-animatori che uniscono al lavoro artistico l’attenzione alla sensibilità e al linguaggio dell’infanzia nelle sue diverse fasce d’età.
Le proposte si muovono tra teatro, musica, narrazione cercando di portare attraverso il buonumore messaggi legati al benessere, all’ecologia, alla conoscenza dell’altro, al rifiuto della guerra…

Come siamo arrivati alla globalizzazione

A cura di Cris

Quando cambio' tutto? Quando da un mondo rurale, contadino, l'uomo comincio' a cambiare il mondo per poterlo sfruttare meglio?

Nel secolo scorso nel 1834 si facevano strada i motori a vapore. La prima ferrovia del mondo faceva la sua comparsa nella Londra vittoriana. Il primo trasporto su rotaia fu finalmente attivo, le distanze che prima si potevano coprire al massimo alla velocita' di cavallo sono superate in un attimo. Una nuova rivoluzione stava cominciando. L'Inghilterra era un impero, ricchezze immense arrivavano in Europa dai cinque continenti; anche le navi beneficiarono dei motori a vapore, aumentavano i tonnellaggi e le dimensioni delle navi che potevano inoltre trasportare nuove e terribili armi per soggiogare praticamente tutte le coste del pianeta che non fossero già in mano a bianchi.
Soggiogate le distanze ora era necessario trovare la maniera di controllare oltre che lo spazio anche il tempo. A Londra fu costruito il piu' grande e preciso orologio del mondo al quale tutti noi anche oggi facciamo riferimento: il Big Ben sul merdiano di Greenwich, furono inventate le fasce orarie per poter sapere dall'altra parte del mondo che ore erano, necessario per avere un controllo globale maggiore; sulla base, naturalmente dell'orario di Londra, naturalmente. Gli inglesi guardando il mappamondo videro che l'Inghilterra era posizionata piu' a nord e ne dedussero che evidentemente chi era piu' a settentrione era piu' virtuoso, il fatto che ora fosse nel centro del tempo non faceva che confermare questa tesi.

Occorreva un altro mezzo che mettesse in relazione spazio e tempo, che permettesse di comunicare a distanze infinite e fece la sua comparsa il telegrafo. Ora praticamente ogni angolo del pianeta era raggiungibile, con l'uso combinato di questi nuovi elementi il mondo ebbe un cambiamento epocale.

Tutto cio' non porto pero' nemmeno in Gran Bretagna l'uguaglianza nel benessere condiviso, schiere di esseri umani conobbero nuovi tipi di sfruttamento. Nacquero le fabbriche che grazie alla rivoluzione del vapore e i macchinari che esso permetteva richiedevano il lavoro in serie, dove un uomo non aveva la visione dell'intero processo lavorativo, in piu' nessuno lo proteggeva dalle angherie e dagli abusi .Viveva male l'operaio, cosi venne chiamato quest'ennesimo ingranaggio richiamato nei centri urbani dalla fame, dall'aumento demografico e dai sogni propri dei diseredati. Le immense ricchezze erano in mano di pochi e poco disposti a cedere alla plebaglia che aborriva .E fu in quel periodo che si fecero strada nuove idee, portate avanti da persone come Marx, Engels e molti altri. Vi furono i primi moti, le prime rivolte, di disperati che si ammazzavano di lavoro in turni assurdi, che non vedevano piu' la luce del sole e inciampavano nelle stelle. Furono caricati senza pieta' da cani alla catena degli oligarchi ossia coloro che detenevano il novanta per cento delle ricchezze immense. Le rivolte di chi chiedeva pane e dignità furono stroncate senza pietà. I soldati, al servizio dei padroni, ricchissime famiglie aristocratiche che davano il loro oro in cambio dell'appoggio nella loro politica di espansione all'esterno e di repressione all'interno dell'impero inglese. Ma non si ferma una marea. E il discorso valse, con ragioni diverse ma con il comune denominatore nello sfruttamento e nell'aumento impressionante delle nascite un po' in tutta Europa.
Mi ricordo io ancora piccolo sentire la mia anziana bisnonna quando vedeva una situazione di disordine e caos diceva “l'e succedü un quaranttot” a ricordare che il 1848 fu un anno di disordini, rivolte, tragedie, guerre e caos. Nacquero i movimenti anarchici, che credevano in una societa migliore da attuarsi con il rovesciamento dell'ordine costituito di quel tempo. Molto di ciò che essi proponevano era utopistico e spesso violento, ma nelle teorie di alcuni molte idee erano pure, sperando in una società più giusta. L'estensione delle rivolte degli operai nelle citta' e dei contadini nelle campagne spavento i potenti che furono cosi costretti a fare delle concessioni a loro favore, come orari settimanali meno pesanti, retribuzioni un po' piu' giuste e furono persino pagati i bambini che lavoravano nelle miniere di carbone nei cunicoli piu' stretti che non permettevano il passaggio di un uomo adulto.

Fra innovazioni, rivoluzioni, anche culturali arriviamo ai primi anni del ventesimo secolo caratterizzato da un colonialismo sfrenato, delusioni sociali, la definitiva consacrazione della borghesia, il ceto che oggi diremmo medio, che non deve le sue origini al sangue blu, ma per lo più al proprio spirito di iniziativa. Nuove idee si facevano strada, idee che mettevano in discussione il vecchio ordine sociale; l'incredibile aumento demografico obbligava schiere di emigranti da tutto il continente a cercare rifugio in nuovi e lontani mondi, con la speranza di vita migliore lontano dalla fame e dalle Questo fenomeno era addirittura endemico nel nostro Cantone Ticino, da dove fino addirittura gli anni sessanta del novecento un ticinese spesso trovava nell'emigrazione l'unica speranza di sopravvivenza; tutto ciò dovrebbe far parte dell'odierna memoria collettiva, riflettendo sul fatto che se oggi da tutto il mondo molte persone cercano rifugio in un mondo diverso e lontano dalle proprie origini, cultura, famiglia lo fa perché ne ha bisogno come noi tempo fa. Tuttavia, Il nuovo secolo si apriva alle grandi masse, colmo di illusioni; speranze che furono infrante contro le barriere di filo spinato, negli anni spezzati di una generazione che fu massacrata nelle trincee di una tragedia di massa che mai l'uomo aveva conosciuto, per dimensioni, per numero di morti.

Distruzioni e massacri inutili. Dentro le trincee della prima guerra mondiale sparì un'intera generazione di idealisti, pericolosi per il vecchio ordine europeo che nelle loro speranze chiamarono quella guerra, GUERRA DI SECESSIONE, nella speranza che le teste coronate e i potenti non fossero piu' i giudici delle loro vite.

Continua alla prossima puntata...

26/05/08

La festa dei vicini... al CAD

Martedì 27 maggio 08, dalle 15'30 alle 17'00 apriremo le nostre porte a tutti i vicini di casa, per una merenda in comune. L'iniziativa parte nell'ambito della giornata europea dei vicini. Vi aspettiamo!

> Maggiori informazioni sul sito della città

Quella che è ormai divenuta una ricorrenza, viene festeggiata in Svizzera dal 2004, quando la Città di Ginevra ha aderito per la prima volta alla simpatica proposta dell'Associazione Europea dei Vicini e, negli anni seguenti, ha coinvolto altre città e borghi svizzeri tra cui Lugano. Infatti, dal 2005, la Città riserva l'ultimo martedì di maggio alla Festa dei Vicini e anche quest'anno, il Dicastero Integrazione e informazione sociale non manca di ricordare lo speciale appuntamento invitando tutti i cittadini a festeggiare il proprio vicinato il prossimo martedì 27 maggio.

Negli anni la festa ha mantenuto saldi i principi ed è sempre rimasta un momento di incontro con i propri vicini di casa; è in questa semplicità che risiede proprio il suo successo. La Città non è infatti che complice e promotore di questo momento conviviale: spetta ad ognuno di noi aver l'iniziativa di rompere l'anonimato e passare da uno schivo buongiorno scambiato sul pianerottolo di casa all'organizzazione di un aperitivo con i propri vicini.

13/05/08

CadNews: la versione cartacea di questo blog

È uscito il primo numero di "CadNews" la versione "giornale" (facile da stampare e distribuire) de "ilblogdelcad". Questo numero zero è stato distribuito in occasione della giornata di porte aperte di martedì 13 maggio 08, altre copie le potete trovare presso il CAD!



clicca sulle singole pagine per ingrandirle

12/05/08

PARTICIPI ? PRESENTI!


A cura di Atti

Partecipi, Pesenti?
Mi sento investito a pieno titolo, pur non formalmente, del ruolo di portavoce morale avendo ahimè, i requisiti di appartenenza alla categoria che usufruisce in primis di questo servizio: il C.A.D.
UTENTE !

E quindi ho pensato di scriverti ancora, caro blog. Sob!
In secondo luogo, lo dico con profondo rammarico, proprio qui su questo rotolone-regina multimediale, nessun altro ha voluto raccogliere finora, l’opportunità di scrivere qualcosa attraverso questo grande mezzo (autocitandomi fin dal primo intervento del blog) rivoluzionario, virtuale quanto volete, ma efficace. La nota dolente sta quindi nella scarsa frequentazione dello stesso, dopo la curiosità dell’inizio. Sembra di assistere ai dati della partecipazione alle ultime Comunali .
DELUDENTE !

Basta possedere un minimo di cognizione tecnica del mezzo e un pò di tempo che purtroppo salta fuori solo per scaricare canzonette. Tempo che chi è impiegato sottrarrebbe alla produttività o al datore di lavoro e nel tempo libero, o chi un lavoro non ha, al proprio loisir, al proprio otium.
INCOSCENTE!

Credo che ognuno di noi sia abbastanza adulto per poter capire ed apprezzare le condizioni nelle quali scorre il fiume della vita. Quando questo straripa, cercare di correre ai ripari. Aiutare chi dovesse aver bisogno del nostro conforto, del nostro sostegno morale. Anche da qui si può chiederlo e si può essere propositivi. Non c’è bisogno di ricordarlo ma si sa che la propria partecipazione fisica è sempre la migliore e ben accetta quando costruttiva, oltre che molto evocata.
BADANTE!

La prima grande fortuna è stata quella di nascere nell’angolino di mondo più evoluto, quello del “faro di civiltà” che ha dato origine per esempio, alla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo.

E così per essere didascalico vi riporto paro-paro l’articolo 22 della stessa :
Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato (noi ne abbiamo un po’ di più, vedi ricavato dell’oro patrio scorporato e destinato di fresco) , dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità -
ESAUDIENTE!

Ciò ci pone davanti al rispettoso impegno di non gettare alle ortiche tutto il bene e le conquiste delle generazioni che ci han preceduto.
Avessimo almeno un briciolo della determinazione e dell’entusiasmo che permise la “Ricostruzione”!
COSTITUENTE!

In quest’ultimo mesetto abbondante il nostro italofono mondo si è recato più volte alle urne.
STUPEFACENTE!

Chi ha preso la sana abitudine, già dai ’70, di fare un dibattito su tutto, difficilmente avrà perso la giusta consuetudine.
Ma per convincere e coinvolgere un tossico si fa una fatica immane, ecco che allora ci viene in soccorso questa consolazione molto vicina all’ordinamento, scovata dal sottoscritto. Ed è solo la prima di altre chicche che seguiranno. Trattasi della conclusione di una indagine epidemiologica sui cittadini UE e commissionato dalla stessa, il cui scopo era quello di migliorare la strategia per la salute mentale. Siamo nel settembre 2006:
-Un essere umano può essere considerato libero solo quando può fare affidamento sulla propria salute fisica e psicologica, perché la malattia è una condizione non solo debilitante per il corpo , ma anche motivo di deprezzamento di sé, fonte di insicurezza e di mancata integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale di una comunità -.
CONSOLANTE!

Grazie dell’attenzione, io corro ai ripari.

07/05/08

Due serate di porte aperte al CAD

Siete cordialmente invitati al Centro di Accoglienza Diurna per due serate di porte aperte:
Il 13 maggio, un pomeriggio musicale e il 4 giugno con i Sugo d'Inchiostro.
Clicca sul volantino per ingrandirlo!

22/04/08

Le nostre maschere diventano sfondi per il desktop

In netto ritardo rispetto a carnevale siamo riusciti a terminare le maschere di cartapesta. Le abbiamo fotografate e messe a disposizione in qualità sufficiente per utilizzarle come sfondo per il desktop.

Come fare?
Basta cliccarci sopra, cliccarle con il pulsante destro del maus e scegliere "imposta come sfondo del desktop".

















08/04/08

Oggi vi racconto la mia storia

Oggi vi racconto la mia storia, nel novembre 07 mi trovavo in uno stato pietoso. Uscivo di casa solo quando mi arrivano 150.- fr in banca che spendevo in cocaina-eroina, non pulivo la casa, non mi lavavo, oltre a ciò prendevo tante benzodiazepine e alcol.

Un giorno il mio compagno mi dice: -così non va, se non ti tiri in quadro ti mollo!- Ci tenevo a lui, e ci tengo tuttora, così un giorno mi feci coraggio e andai da una dottoressa che mi fece un certificato per potermi recare subito all’ospedale psichiatrico di Mendrisio. Il giorno prima di andare all’ospedale andai in tutoria con il mio curatore volontario per parlare della mia situazione. Lì firmai un foglio che mi impegnavo a disintossicarmi e ad andare a Gerra Piano (una comunità a breve termine).

Entrai a Mendrisio verso fine mese novembre e mi misero al quadrifoglio 3, in pigiama e pantofole per circa un mese. Fu dura. Presi un appuntamento con il mio operatore del CAD e la dottoressa del mio reparto chiedendo di andare in comunità, come pattuito con la tutoria e il mio curatore. Mi sentì dire che non faceva il mio caso e che 3 mesi di comunità non avrebbero risolto il mio problema. A Mendrisio c’è il quadrifoglio 4, centro di competenze, appositamente creato per tossicodipendenti. Così pensai che andando là non solo sarei potuta uscire dal reparto accompagnata in ergoterapia, a fare dei lavori manuali, ma anche sarei riuscita finalmente ad andare in comunità. Fu una delusione. Neanche stando lì potevo andarci. L’operatore più volte mi proponeva un programma ambulatoriale, quindi dare le dimissioni e tornare a casa. Io sapevo che né il mio curatore, né il mio compagno sarebbero stati d’accordo, tanto meno mia madre e mia sorella. 

Caddi in depressione, non vedevo le dimissioni, non andava bene l’idea della comunità, insomma non vedevo una via d’uscita. Parlai al mio compagno del progetto ambulatoriale e lui mi disse che poteva essere un’idea mentre il mio curatore non era d’accordo. Avevo fissato la data di dimissione per mercoledì, ma aspettai perché proprio quel mercoledì avevo un colloquio con il mio operatore del cad, il dottore del mio reparto, la mia psicologa e il mio curatore. Loro gli spiegarono bene il progetto e dissero anche che nel mio soggiorno in clinica avevo effettuato un buon percorso. Uscii venerdì (santa Liberata).

Il progetto ambulatoriale consisteva in: recarmi tutti i giorni all’Ingrado, prendere la terapia che prendevo in clinica, prendere l’antabus, dare, a sorpresa, le urine e lavorare in cucina dalle 9.00 alle 11.00. Avere inoltre un colloquio settimanale con il mio operatore e uno con la mia psicologa.

Sono circa tre mesi che sono uscita dalla clinica psichiatrica e finora tutto procede bene. Ho dato sempre le urine pulite, inoltre mi sto dando da fare per cercare un posto di lavoro come apprendista cuoca, visto che avevo interrotto l’apprendistato. La mia psicologa mi ha trovato un posto di lavoro, al centro diurno di Bellinzona in cucina a tempo pieno. Incomincio a lavorare lì verso il metà aprile.

Il tempo trascorso qui all’ingrado mi è stato molto utile. Gli operatori sono gentili e disponibili, anche gli stageair. Se fossi uscita dalla clinica senza questo programma non so come sarebbe stato. So solo che rendermi utile la mattina, dare le urine, prendere la terapia, parlare e sentire il mio operatore e la mia psicologa una volta la settimana mi ha fatto e mi fa bene.

Ringrazio di cuore chi mi è stato vicino fino ad ora.
Un utente.